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Achille Abbondanza

La freccia

Una vita per lo sport

La mia storia di pesciolino inizia da piccolo, nel mare della riviera romagnola , un mare che raramente diventa pericoloso e che fa paura solo quando in burrasca. Al mare ’età di quattro anni i miei zii Sandro e Pasquina prendono in gestione uno stabilimento balneare a Cervia.

Al bagno Dino con mia cugina Francesca i bagni erano un dogma. Per me non esisteva andare al mare e non fare il bagno. “Prendere il sole?” si per asciugarsi e poi tornare nuovamente in acqua! Io e Francesca eravamo veramente come due pesciolini, così diceva la mia mamma. Ricordo bagni lunghissimi, gli occhi che diventavano rossi e le mani quelle di un “vecchio”, immersioni, tuffi e record su record. Oppure le volte in cui c’erano le onde e allora lotte incredibili per trafiggerle tutte o con mio babbo ad imparare a fare i primi tuffi dal pedalone e le sfide ad arrivare a toccare il fondo.

In tutto questo nuotare, mai una sola lezione di nuoto! Ho invidiato a volte quei bambini che seguivano il corso di nuoto, ma non per la lezione in sé, ma per il gadget di cui venivano dotati: un bellissimo galleggiante di polistirolo che veniva legato alla schiena e che a me ricordava tanto la bombola di ossigeno di un subacqueo. Il mare è sempre stato casa mia e nuotare un gioco!

Maggio 2015. 43 anni e due figli, Nicola 14 anni e Federico 8 anni, con mia moglie Irene a fianco sono seduto davanti ad uno pneumologo, ed ho appena avuto una diagnosi di quelle che ti cambiano la vita. Ho saputo che sono affetto da una patologia rara che colpisce gli alveoli polmonari, una fibrosi polmonare, il termine preciso è IPF (Fibrosi Polmonare Idiopatica). La letteratura scientifica attribuisce una aspettativa di vita media di 3 – 5 anni. Alla mia domanda su quanto tempo mi resta, il professore passa dal “quanto” al “cosa”: dal tempo misurato al tempo vissuto. dovrei riuscire a vedere il diploma di mio figlio Nicola. Sopraffatto da tanti pensieri, confuso e con molte domande nella testa, fra le varie istruzioni che mi vengono suggerite vi è quella di non nuotare nell’acqua alta… Strabuzzo gli occhi e sorrido… stavo sufficientemente bene e la cosa che mi avevano appena detto mi sembrava esageratamente assurda! Quell’estate, a Crotone, quasi a sfidare quell’avvertenza, con il profondimetro al polso, arrivai in apnea a 10 metri di profondità…. ero ancora un pesciolino e non avevo paura dell’acqua alta!

Estate 2021 Quell’avvertimento di non andare nell’acqua alta diventa realtà! Non c’è da scherzare, in acqua non posso andare a nuotare con la bombola di ossigeno liquido e gli occhialini. Così si chiamano quei tubicini che si mettono al naso per dare ossigeno. Mi trovo invece ad avere bisogno di quel galleggiante di polistirolo che invidiavo. Appena l’acqua diventa alta, bastano due bracciate per sentirmi soffocare. Per un pesciolino come me, è tutto incredibile.

La paura di stare in acqua dove non si tocca è vera! Cerco di essere rilassato, mi concentro sulla respirazione profonda diaframmatica ma è tutto inutile. I muscoli, se si muovono hanno bisogno di ossigeno e io non ne ho da offrire. C’è da piangere… e piango… adesso sono come un pesciolino fuor d’acqua!

Gennaio 2022 Mia mamma senza disturbare troppo ci lascia. Mi lascia senza sapere cosa sarebbe successo di lì a pochi mesi. Mia mamma smette di vedere soffrire un figlio.

2 aprile 2022 La malattia è andata avanti. La malattia ha vinto. Ho quasi 50 anni e forse il mio abisso sta per terminare. Forse potrò tornare a galla a respirare libero! Sono stati anni difficili, una malattia che, come una goccia cinese, mi ha tolto ogni giorno un respiro. Ho combattuto tanto in questi 7 anni per cercare di mantenere il più possibile la forma fisica! Ho voluto credere che fare attività fisica avrebbe potuto togliere quelle ragnatele dai miei polmoni! La mia seconda terapia mi ha aiutato tantissimo nel fisico e soprattutto nella mente! Con la mia e-bike l’ossigeno sulla schiena, mio babbo al mio fianco ho percorso più di 20’000km, adesso sono pronto ad affrontare le “mie olimpiadi”, il trapianto! Un amico sconosciuto ha avuto una grande sfortuna nella sua vita e forse mi concederà la possibilità di tornare a respirare senza gli occhialini al naso. Saluto i miei figli e salgo sull’ambulanza, tremo ma non ho freddo, quella vibrazione che non riesco a trattenere viene da dentro! Mi aspetta uno dei trapianti più difficili e delicati, il trapianto bi-polmonare. Sono in buone mani, sono bravissimi. L’ultimo bacio prima del salto è per Irene, “grazie di tutto”!

10 settembre 2023 Un anno e sei mesi dopo il trapianto. Sono ai giochi nazionali dei trapiantati e dializzati ANED Sport, anzi siamo ai giochi nazionali trapiantati! Si IO e POL, così chiamo il nuovo amico sconosciuto che porto in me. Partecipiamo alla gara di nuoto 50 metri stile libero. Mai fatto una gara di nuoto in vita mia! Mi metto gli occhialini e la cuffietta e poi, come mi diceva sempre mia mamma prendo un bel respiro e vado. Come un pesciolino comincio a nuotare e dopo 42″57 centesimi tocco e fermo il tempo! Io e POL ABBIAMO VINTO! Ma non ho vinto io piccolo anello di una catena, ha vinto la vita, la scienza, l’intelligenza e l’amore per la vita! Mamma, sono ancora il tuo pesciolino!

Grazie a tutti i donatori che esprimono il consenso alla donazione di organi, per noi sopravvissuti siete i nostri eroi!!!! Senza le donazioni non ci sarebbero tante storie come queste!

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